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Verona. Contro lo smog letale per la salute dei cittadini

smog

Da molti anni proponiamo di attuare azioni strutturali, permanenti, per rimuovere o almeno limitare le cause delle emissioni inquinanti che creano gravi danni alla salute dei cittadini.

La causa principale e dimostrata dello smog è la mobilità insostenibile dei mezzi privati (auto e motocicli) per non dimenticare l’aumento massiccio dell’uso dei caminetti. Le polveri sottili più pericolose sono le PM 2,5 , scarsamente misurate , unico dato del 2008 della centralina di Cason. Con molta probabilità i limiti fissati per legge di 25 mg/mc sono stati superati ampiamente. Ormai è noto, nella letteratura scientifica, che le emissioni in atmosfera del PM 2,5 (particelle fini del diametro fino a 2,5 micron) causano maggiori danni alla salute rispetto alle PM 10. “Per esposizioni a lungo termine, per ogni incremento di 10 µg/m3 per di PM 2,5 si calcola, nella popolazione totale, un incremento del 6% del rischio di morte per ogni causa, del 12% per le malattie vascolari e del 14% per cancro al polmone (medici per l’ambiente)”.
Verona non è solo fuori legge per aver superato il limite di 35 giorni l’anno con oltre i 50 mg/mc previsti dal D.lgs. 155/2010 per i PM 10, ma anche per le più letali PM 2,5.

Le cose da fare non possono essere solo buoni consigli di comportamento o aspettare la pioggia come spera l’aspirante stregone che casualmente si trova a fare l’assessore all’ambiente.
Come si sa è l’intera pianura padana , per la sua conformazione morfologica, a patire di più le conseguenze. E’ opportuno che si vari al più presto una legge speciale che armonizzi tutte le azioni, degli enti locali, necessarie a ridurre l’alto inquinamento. Ciò non toglie le responsabilità e i compiti dei comuni, in special modo di quelli che hanno predisposto appositi Piani di Riqualificazione dell’Aria di cui hanno poco o nulla realizzato e di cui hanno adottato solo in parte le Azioni previste, del tutto insufficienti a dare un significativo contributo alla riduzione dello smog. A Verona le Azioni non attuate sono state rilevate con degli appositi indicatori riportati nella relazione straordinaria di monitoraggio elaborata per le ultime varianti del Piano degli Interventi ora all’attenzione del Consiglio Comunale. Le inadempienze sono dunque verificabili. Tra le azioni indicate dal PARQA vi era l’ampliamento della rete di monitoraggio per il PM 2,5 e delle misurazioni, da integrare a quelle effettuate nel 2008, e il catasto delle emissioni come previsto dall’allegato XIV del d.lgs. 155/2010.
Nel PARQA si afferma che il catasto delle emissioni : “ È condizione imprescindibile per una valutazione oggettiva, razionale e quantitativa di tutti i fattori rilevanti per la qualità dell’aria e la disponibilità di dati attendibili e adeguati rispetto agli obiettivi.”

Nelle osservazioni che presentammo come SEL si proponeva di integrare l’azione definita: “Fluidificazione e Regolazione della circolazione” e quella prevista dagli Accordi con autostrade con una specifica azione per la riduzione dell’impatto da traffico con la limitazione della velocità dei veicoli che percorrono i tratti stradali delle tangenziali, autostrade urbane e strade di grande scorrimento insistenti sui territori dei Comuni oggetto del PARQA, pari a 80 km/h. Tale limitazione della velocità è già stata adottata in Svizzera con buoni risultati.
Oltre a ciò, un altro dato su cui riflettere è rappresentato dall’aumento del numero dei motocicli per i quali non esistono limiti nel percorrere le zone a traffico limitato nel centro storico. Potrebbero esserci eccezioni per chi risiede e per chi lavora in ztl, ma si propone di realizzare, in brevissimo tempo, la pedonalizzazione completa della Città Antica, non trascurando altri quartieri della città, frazioni, borghi e centri periferici di antica origine (Avesa, Quinzano, Montorio, ecc…) per i quali è opportuno creare isole pedonali. Va progettata e realizzata una intera rete di piste ciclabili che connettano i quartieri, le abitazioni alle scuole, ai luoghi di lavoro e di svago. Uno sforzo particolare va fatto in direzione del potenziamento dei trasporti collettivi con mezzi a trazione elettrica. Da molto tempo insistiamo che ogni edificio pubblico (scuole, uffici, istituzioni, impianti sportivi, ecc.) sia dotato di impianti fotovoltaici per il risparmio energetico e per ridurre le emissioni perniciose. Insistiamo ancora nel ricordare che la funzione dell’albero è imprescindibile nella difesa dell’aria e della salute. Servono parchi e parchi, a partire da quello da ricavare nella vasta area ferroviaria a Santa Lucia, bisogna alberare la città, trasformando strade in viali, alberare ovunque sia possibile.

Queste da anni sono le priorità cui dare risposte adeguate il prima possibile. La salute innanzitutto.

Vincenzo Genovese, Forum Ambiente
Giorgio Gabanizza, coordinatore provinciale
Sinistra Ecologia Libertà – Sinistra Italiana Verona

Commenti
Una risposta a “Verona. Contro lo smog letale per la salute dei cittadini”
  1. Gianni Sartori scrive:

    17 dicembre 2016

    Comunicato
    Questa mattina, 17 dicembre, lungo la strada che dalla Riviera Berica porta a Mossano (costeggiando la Villa e il parco di Montruglio) sono state abbattute tre Querce secolari.
    In teoria erano Grandi Alberi tutelati, inseriti in una lista di piante protette. Avvisati da alcuni escursionisti, sono intervenuti il sindaco e il responsabile dell’Ufficio tecnico di Mossano, ma troppo tardi, a ecocidio ormai avvenuto. A mio avviso gli autori del gesto andrebbero penalmente perseguiti.
    I tre Grandi Alberi facevano parte di un viale alberato: le altre querce presenti lungo la strada ora vanno assolutamente protette.
    Cosa dire? Tre Grandi Alberi in meno, tanta amarezza e una domanda: ma è veramente questo il livello di civiltà del “Basso vicentino”?
    Gianni Sartori

    Invio per conoscenza il messaggio inviato oggi a “SALVIAMO IL PAESAGGIO” per denunciare l’abbattimento delle tre Querce

    buona serata

    Gianni Sartori