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October 17, 2017

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I Magazzini Generali alla ZAI -

sabato, 28 gennaio 2017

Venezia. Una “cittadinanza delle donne” orfana del “Centro Donna” -

venerdì, 6 gennaio 2017

Verona. La priorità del lavoro -

giovedì, 5 gennaio 2017

Verona. Appello elezioni amministrative 2017 -

giovedì, 22 dicembre 2016

Verona. Contro lo smog letale per la salute dei cittadini -

mercoledì, 14 dicembre 2016

Le ragioni ecologiste per un “No” al referendum costituzionale -

venerdì, 2 dicembre 2016

“Centro donna” di Venezia. Lettera aperta alla Vicesindaco Luciana Colle -

venerdì, 25 novembre 2016

“Stavolta No”, incontro a Nogara (VR) il 26 novembre -

mercoledì, 23 novembre 2016

Verona. Necessarie iniziative per tutelare salute e ambiente -

domenica, 20 novembre 2016

Verona, 17 novembre. “Le ragioni del NO alla rottamazione della Costituzione” -

mercoledì, 16 novembre 2016

Arena. Renzi e Tosi ritardano interventi urgenti -

venerdì, 28 ottobre 2016

Verona. Serve urgentemente una seria politica per la ciclabilità -

martedì, 18 ottobre 2016

Verona. La Zai deve essere messa al riparo da inquietanti vicende processuali che coinvolgono il suo presidente -

giovedì, 6 ottobre 2016

Una alternativa per Verona e No al referendum -

martedì, 4 ottobre 2016

Meglio contro la povertà che contro i poveri -

venerdì, 30 settembre 2016

Valpolicella: per una migliore qualità del vino e del territorio -

lunedì, 26 settembre 2016

Legge elettorale. I “furbetti” della politica -

venerdì, 23 settembre 2016

26.09 a Nogara (VR). Le ragioni del “no” al referendum -

giovedì, 22 settembre 2016

Sinistra Italiana Verona invita a firmare la proposta di legge della CGIL -

sabato, 17 settembre 2016

Bonifica discarica di Ca’ Filissine (VR) -

domenica, 11 settembre 2016

Verona. Appello elezioni amministrative 2017

veronalba

L’idea è di formare una lista, o meglio una coalizione di liste, che aggreghi organizzazioni politiche, sociali, esponenti del mondo del lavoro, delle professioni, dell’ambientalismo, del volontariato, del mondo giovanile, di quello femminile, dei comitati, dei movimenti, dei saperi…
Vogliamo costruire un’area progressista alternativa a Tosi, alle destre ed al leghismo, mentre il PD organizza una proposta alternativa a Tosi al primo turno per poi allearvisi al ballottaggio.
Intanto abbiamo reso pubblico questo documento-appello firmato anche da Rifondazione Comunista ed approvato da “esponenti della società organizzata” con cui lavoriamo da tempo.

Sinistra Italiana Verona

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Verona in Comune, la parola alla città
Proposta politica per le elezioni amministrative 2017

Verona, in questo decennio tosiano, ha subito gravi conseguenze dalle scelte delle giunte comunali, cui si sono aggiunte quelle del governo nazionale e le politiche di austerità dell’Unione Europea.

Ora ci sono più disoccupate/i e giovani in cerca di prima occupazione, più povere/i ed emarginate/i, meno tutele sociali, mancano opportunità di lavoro, l’assetto produttivo è fortemente ridimensionato e non c’è traccia di politiche e strategie capaci di dare un futuro occupazionale alle nuove generazioni e all’intera popolazione attiva.
I dati inquietanti sull’inquinamento dell’aria sono peggiorati e di conseguenza quelli della salute delle cittadine e dei cittadini. Per fortuna è stata vinta la battaglia contro il dannoso inceneritore di Ca’ del Bue, pare fallita l’idea di traforare le Torricelle per far passare un’inquinante superstrada tra le case di Verona nord e Verona est e non è stata realizzata la filovia (se Tosi, la Lega e le destre avessero utilizzato il progetto approvato e i soldi già stanziati dallo Stato avremmo da anni funzionante la tranvia). Tempo, energie e risorse finanziarie buttate al macero per nulla. Un disastro colossale di cui scusarsi con la città.
I servizi pubblici non sono all’altezza di una città come Verona. Sempre più invasa da automobili, non gode di un trasporto pubblico efficiente ed ecologico. Per i rifiuti si registrano enormi ritardi, siamo ben distanti dal raggiungere l’ obiettivo: “rifiuti zero”. Per non parlare dei temi energetici, così importanti per il clima, per i quali,straordinariamente, va fatto, rapidamente, molto di più.

Il bilancio di questi anni, tuttavia, è ancora peggiore: inchieste giudiziarie, arresti, condanne e dimissioni hanno coinvolto la giunta, le varie aziende ed enti partecipati dal comune di Verona. Non c’è stata qualche mela marcia, c’è stato di più. Oltre alla grave questione morale che ha invaso il governo della città, il sistema di potere di Tosi, con o senza la Lega e le destre, assieme al fallimento amministrativo, ha portato in questi dieci anni a crisi gravissima in fasi alterne la Fondazione Arena, il Parco scientifico e tecnologico Star, l’Agec, Aeroporto, Fiera, ecc…
La politica urbanistica, inaugurata dall’ex vicesindaco Giacino, e quella immobiliare sono state e sono totalmente esposte all’esclusiva volontà dei privati. La spaventosa concentrazione di centri commerciali nell’area di Verona Sud ne rappresenta uno dei casi più gravi ed eclatanti, come ha giustamente denunciato il Comitato Verona Sud con la manifestazione di sabato 22 ottobre, organizzata per chiedere la realizzazione del Parco nell’area dell’ex scalo ferroviario di Verona Porta Nuova. La svendita del patrimonio comunale, di tanti palazzi nel centro storico dal grande valore artistico, solo per fare cassa, e l’affido a privati della gestione di stabili come l’ Arsenale, ledono l’interesse pubblico e rappresentano una mancanza di visione progettuale per qualificare la città e il suo futuro.
Le situazioni di degrado nelle nostre periferie e nei nostri quartieri si sono moltiplicate, non sono state realizzate opere significative di recupero di aree e di fabbricati comunali abbandonati, non si profilano interventi di coesione e di aggregazione sociali, né azioni di sostegno per gli anziani, nemmeno per quelli soli e meno abbienti. Mancano politiche attente alle disabilità e al superamento dei fattori di esclusione di persone portatrici di handicap. Del tutto ignorata la politica della casa, a fronte di migliaia di appartamenti inutilizzati, non ci sono risposte adeguate agli sfratti. I servizi sociali sono sempre più in sofferenza.

Non solo non si sono realizzate politiche attive del lavoro, ma è mancata una visione di riqualificazione produttiva di Verona e un rapporto continuo ed organico con l’Università, con le organizzazioni sindacali, imprenditoriali e di categoria per trovare le migliori soluzioni per la città e il suo futuro produttivo. I temi della ricerca e dell’innovazione sono rimasti estranei.
Anziché combattere la povertà hanno combattuto i poveri, mentre sono stati del tutto carenti nel contrastare la pesante penetrazione della ‘ndrangheta a Verona, denunciata più volte dal Prefetto.
Totalmente dimentichi di avviare politiche ambientali hanno preferito abbattere alberi a centinaia, depauperando la città di un bene prezioso per pulire l’aria e quanto mai necessario per ostacolare il cambiamento climatico. Sono state lasciate nel degrado aree ed immobili e nulla è stato fatto per i giovani cui potrebbero essere assegnati spazi autogestiti in ciascuna Circoscrizione. Sono poi in grande ritardo nei lavori per rendere almeno sicuri gli edifici scolastici di competenza.
Da segnalare, inoltre, la totale assenza di una politica culturale diretta a valorizzare e promuovere le grandi potenzialità creative ed artistiche di molte/i operatrici/ori nel campo delle arti visive, musicali, teatrali, espressive, ecc. di cui dispone Verona.

Le inadempienze, le responsabilità e le scelte sbagliate sono molte altre e visibili in città. La misura è colma. Serve un profondo cambiamento, un’inversione di rotta.
Servono equilibrio, competenza, uso dei saperi, dedizione a servire la cosa pubblica e a tutelare i beni comuni, disinteresse nello svolgere le proprie funzioni, onestà, capacità di progettare il futuro nell’esclusivo interesse della città. Servono idee nuove e sapersi misurare con le sfide moderne, partendo dai temi dell’occupazione e del lavoro, dell’inquinamento, di una città più accogliente, più verde, più vivibile, a misura delle e dei giovani. Bisogna mettere al primo posto le necessità di chi vi abita, senza dimenticare il ruolo e le esigenze di chi la visita.

Verona è una città d’arte, con un patrimonio storico-culturale unico al mondo ed un territorio ricco di risorse naturali, di eccellenze da valorizzare e riqualificare. Si tratta, complessivamente, di un patrimonio della umanità che va salvaguardato e che può accentuare la sua attrazione turistica. Sul turismo è stato fatto poco e male, facendo prevalere le sagre agli eventi culturali, mentre ci sono potenzialità nuove e non ancora esplorate estremamente interessanti. Verona è anche una città universitaria, che accoglie ogni anno migliaia di studenti fuori sede, cui bisogna dare risposte attente, adeguate ed inclusive.
Affiorano, ogni tanto, politiche di privatizzazione di beni ed attività comunali che ovunque si sono dimostrate fallimentari. I beni comuni, sia naturali come l’acqua, che culturali, debbono restare pubblici nell’interesse della comunità, compresa la Fondazione Arena.
Poiché il governo nazionale, malgrado la necessità di mettere in sicurezza, rendere efficiente e modernizzare l’intero sistema ferroviario ed operare con forti investimenti sulla tutela idrogeologica e sull’adeguamento antisismico di scuole ed edifici pubblici, preferisce investire ingentissime cifre per la realizzazione del TAV (corridoio 5), serve che il Comune di Verona esprima la sua contrarietà ad essere interessata da gravi compromissioni ambientali, paesaggistiche e sociali.

Servono scelte alternative che siano frutto di un percorso di partecipazione popolare, di rinnovato protagonismo civico, di sconfinamenti e contaminazioni. Valorizzare le competenze e le professionalità, aprire gli spazi e i luoghi di condivisione, di elaborazione e di decisione. Il ruolo delle organizzazioni politiche e sociali è indispensabile e prezioso, ed è necessario lavorare con spirito unitario e costruttivo con l’obiettivo di attivare energie nuove, raccogliendo il contributo di singole personalità, giovani, uomini e donne che vogliano un radicale cambio di rotta. Ci sono molte risorse umane, intelligenze e generose disponibilità in città, che arricchiscono il clima culturale e che debbono emergere e contribuire al bene comune e al ben-essere di Verona.

Invitiamo tutte e tutti coloro che hanno a cuore il futuro di Verona ad intraprendere nuove strade, nuovi obiettivi nell’interesse esclusivo della città, a dedicarsi fin da subito con noi alla costruzione di un progetto politico e di un programma amministrativo.

Un radicale cambiamento deve cimentarsi con la costruzione di un percorso plurale e unitario, con il contributo di tutte le organizzazioni politiche e sociali che lo vogliano, per definire assieme una piattaforma programmatica capace di rappresentare e realizzare la Verona civile, partecipata e democratica, laica, onesta, trasparente, equa, accogliente, laboriosa, solidale, inclusiva, cooperante, lungimirante e progettuale, pacifica, europea, bella, disinquinata e salubre, sicura sulla garanzia del lavoro e nella esigibilità dei servizi sociali e sanitari.
Le questioni di genere, i diritti delle donne e delle persone, le pari opportunità sono parte integrante di un percorso di cittadinanza consapevole, plurale ed inclusiva, così come l’antirazzismo e l’antifascismo sono valori irrinunciabili per una società democratica e accogliente.
Bisogna finalmente partire dalle condizioni di vita, dalle esigenze, dai bisogni e dalle aspirazioni delle donne e degli uomini, delle bambine e dei bambini e delle persone anziane in carne ed ossa, per disegnare una visione di città che vorremmo garante dei diritti di tutte le cittadine e di tutti i cittadini, dei beni comuni e all’altezza delle necessità sociali impellenti. Democrazia partecipata e paritaria ed implementazione di strumenti di partecipazione attiva sono aspetti non secondari di questa sfida innovativa.

Siamo dunque per una svolta profonda, disponibili ad intraprendere un percorso di coinvolgimento il più largo possibile, con altri soggetti organizzati e singole persone che, esclusivamente sulla base di valori e contenuti programmatici convergenti, possa preparare una coalizione di forze ed una piattaforma programmatica alternativa al fallimento tosiano, alle destre, al leghismo, all’ideologia del neoliberismo ed al renzismo, che il PD veronese ha assunto come tratto distintivo e discriminante per le sue stesse possibili alleanze, al punto che ipotizza anche un patto elettorale con Tosi.
Noi, al contrario, riteniamo che non sia possibile aggregare chi si è reso responsabile o abbia condiviso le scelte amministrative di questi ultimi dieci anni. In questo percorso di incontri, di ascolto e di coinvolgimento auspichiamo che gli interlocutori che condividono questa impostazione politica e culturale diano la propria disponibilità a partecipare direttamente al progetto politico-elettorale, alla formazione della lista o della coalizione di liste e, sulla base di regole concordate, ad individuare insieme la persona più “indicata” a rappresentare, quale candidata a sindaco, le proposte politiche e programmatiche che la coalizione politica ed amministrativa sarà stata capace di produrre.

Verona ha bisogno di un profondo cambiamento per ridiventare la “bella Verona”, per tornare ad essere all’altezza delle necessità, per progettare i suo futuro, capace di misurarsi con le grandi sfide moderne, che ha cura di chi vi risiede ed ospita per tornare ad essere comunità partecipante, in armonia con il proprio territorio. Un municipio dei popoli. Una città veneta, europea che ha un suo ruolo nel mondo.

Noi vogliamo contribuire, con tutta la nostra determinazione, a realizzarlo.

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