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November 23, 2017

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Valpolicella: per una migliore qualità del vino e del territorio -

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Valpolicella: per una migliore qualità del vino e del territorio

valpolicella

La proposta del Consorzio tutela vini della Valpolicella, fatta propria con decreto dalla Regione Veneto, di ridurre al 40% l’uva da destinare al recioto e all’amarone non è da censurare drasticamente, anche se sarebbe stato più opportuno differenziare le percentuali in rapporto alle zone, al posizionamento e alla qualità delle rese. Questa decisione punta decisamente ad incrementare la qualità dell’amarone e del recioto, ma anche del valpolicella, classico, superiore e ripasso. È una scelta tutta a sostegno della qualità per tenere testa alla concorrenza di altri prodotti che si stanno migliorando. Anche i grandi produttori sanno che i consumatori si conquistano e si consolidano non solo con il costoso marketing, ma offrendo sempre maggiore qualità del vino e del territorio che lo produce. Alla qualificazione del vino si deve accompagnare la qualificazione del territorio, del suo paesaggio, della sua bellezza ambientale, delle sue condizioni idrogeologiche, che nel tempo è stata messa in discussione dalla monocoltura della vite, in alcuni casi portata agli estremi, non adatta per la stessa tenuta del terreno. In questi anni, pur ottenendo qualità ed eccellenze, non in modo diffusissimo, si è puntato molto sulle quantità, destinando alla coltivazione della vite ulteriori terreni sottraendoli al bosco, alla macchia, abbattendo alberi di ogni specie e cancellando altre colture.

Si sono spianate alture collinari, abbattute marogne e non realizzate ove necessarie.
Ora, dopo questo provvedimento, ci attendiamo che altre importanti decisioni ed iniziative siano prese da Regione, enti locali, altri enti preposti e produttori.

Riteniamo utile ricordare che la Valpolicella si deve riqualificare con molti interventi coordinati diretti a migliorare paesaggio , attenuando la coltura intensiva ed esclusiva della vite, soprattutto in luoghi e terreni fragili, dando spazio a produzioni arboree ed agricole tradizionali che stanno sparendo, che pure possono dare reddito ed occupazione e rinunciando definitivamente a “colonizzare” a vite ulteriori terreni, soprattutto quelli posti più in alto. C’è intanto un intervento semplice ed importante che va nella direzione di incrementare la biodiversità, abbellire il paesaggio e tutelare la salute dei consumatori e dei produttori ed è quello di recintare i bordi dei campi lungo le strade carrabili con siepi delle diverse piante autoctone locali. Servono barriere vegetali che evitino di inondare i filari di viti ed altre coltivazioni da esalazioni tossiche, inquinanti e velenose emesse dalle autovetture, emissioni di idrocarburi con piombi, altri metalli pericolosi e micro-polveri insidiose. A lungo andare entrano nel ciclo della produzione del vino e quindi di chi lo consuma. In attesa di progetti ed interventi complessi e concordati, la piantumazione di siepi lungo i confini delle strade carrabili darebbe un importante contributo per la salute delle persone e dell’ambiente che, appunto, va migliorato.

Giorgio Gabanizza, coordinamento provinciale
Rinaldo Zivelonghi, coordinamento Valpolicella
Sinistra Italiana Verona

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