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November 23, 2017

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Sostenibilità del Garda: riqualificare raccolta reflui

garda

Sinistra Ecologia Libertà, in merito alla riqualificazione del sistema della raccolta dei reflui dell’area gardesana, ha presentato una interrogazione parlamentare per chiedere quali iniziative concrete il governo intenda porre in essere per la realizzazione del progetto nonché l’entità delle risorse che intende destinarvi.
Il progetto, che insiste sia sulla sponda lombarda che su quella veneta, raccoglie le tre richieste principali proposte oramai da lungo tempo:
- il sistema è da realizzarsi a ridosso della sede stradale anziché lungo la sponda del Lago, così come invece accadde con il vecchio collettore che ha deturpato siti importanti;
- i collettori devono essere due, ovvero uno per le acque bianche ed uno per le acque nere, in luogo dell’unico “misto” attualmente presente e che spesso scarica direttamente in lago;
- superare gli scarichi sublacuali che, nei periodi di piena, finiscono in fondo al lago.
Viste le mancanza dal governo regionale è stata avanzata quindi richiesta scritta al governo nazionale anche al fine di poter ottenere finanziamenti nazionali ed europei per realizzare il progetto.

Giorgio Gabanizza, coordinatore provinciale
Federazione di Verona
Sinistra Ecologia Libertà

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, e al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

Per sapere, premesso che:

• per garantire la sostenibilità ambientale, per tutelare e migliorare la qualità delle acque del lago di Garda occorre realizzare al più presto quanto previsto dal progetto preliminare per la riqualificazione del sistema di raccolta dei reflui dell’area gardesana. Progetto in realtà suddiviso in due parti sia per quanto riguarda le strutture dei nuovi collettori del lago, sia per quanto riguarda le competenze attuative: la società AGS per la parte veneta, e Garda 1 per la parte lombarda;
• entrambi i progetti prevedono l’eliminazione degli impianti sub-lacuali (i quali da sempre scaricano nelle acque profonde del Lago di Garda) e la separazione delle acque bianche da quelle nere con lo scopo di tutelare l’integrità ambientale dell’ecosistema lacustre;
• il percorso dell’impianto, che in alcuni tratti veronesi è a vista e lambisce le acque del lago, deve assolutamente e prioritariamente abbandonare le sponde, la cui morfologia è stata sovente ed inopportunamente modificata anche in modo molto consistente, in funzione dell’impianto stesso;
• l’attuale impianto risulta inoltre obsoleto e non garantisce la necessaria sicurezza ambientale. Lo dimostrano le continue perdite di liquami che colpiscono tanto i settori esterni quanto quelli sub-lacuali, che rappresentano un rischio concreto per la condizione delle acque del Garda stesso, ma anche di chi lo frequenta;
• una buona conservazione dell’ecosistema gardesano, il quale garantisce una presenza turistica importantissima con ricadute socioeconomiche ed occupazionali di grandissimo rilievo, risulta fondamentale;
• mentre un impegno finanziario di 12 milioni di euro è già stato garantito per il prossimo quadriennio per realizzare nuovi impianti di raccolta e distribuzione dell’acqua nella più vasta area dei comuni gardesani del retroterra, risolvendo strutturalmente la questione degli scarichi abusivi, la realizzazione della nuova opera in questione richiederebbe una spesa di circa 220 milioni di euro. Cifra che tuttavia, ad oggi, non compare in alcun capitolo di spesa, né per la quale sia stato richiesto alcun finanziamento europeo pur essendocene la possibilità;

· quali iniziative concrete intenda prendere il Governo al fine di rendere possibile la realizzazione di questa nuova opera fondamentale;
· l’entità delle risorse finanziarie che il Governo intende destinare alla suddetta opera.

Giulio Marcon, deputato
Sinistra Ecologia Libertà

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