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November 23, 2017

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domenica, 11 settembre 2016

Piano Energetico Regionale, osservazioni di SEL Veneto

Manifestazione

Un piano energetico regionale inconsistente

Ai ventisei milioni di Italiani che nel recente referendum hanno detto non solo no al nucleare ma anche chiesto un futuro energetico diverso la Giunta Zaia risponde con un Piano inconsistente perché privo di norme, di prescrizioni e azioni e i generici indirizzi in esso contenuti rinviano a “successive determinazione regionali” affidate in gran parte alla discrezionalità della giunta.

Un Piano timido sul fronte delle rinnovabili, elusivo sul versante delle centrali alimentate da combustibili fossili e pericoloso sul versante delle biomasse e delle centrali idroelettriche. Un Piano in controtendenza rispetto alle politiche europee sul versante dell’efficienza energetica a partire dalle dissennate politiche di dispersione urbana e quelle della mobilità che privilegiano la gomma rispetto al ferro, il mezzo privato al pubblico, la bulimia autostradale rispetto alla trasporto ferroviario. Temi quest’ultimi trattati dal PTRC.

SEL Regionale ritiene invece che anche nel Veneto sia necessario accelerare la fase di transizione verso un nuovo modello energetico, non più fondato sulle grandi centrali ma sulla generazione distribuita, l’efficienza e tutte le fonti energetiche rinnovabili (FER). Per queste ragioni riteniamo indispensabile chiudere definitivamente il capitolo dei progetti di megacentrali particolarmente impattanti, come quello della trasformazione a carbone della centrale Enel di Porto Tolle considerato dalla totalità delle associazioni ambientaliste e da molti altri soggetti, anche del mondo imprenditoriale (del turismo e della pesca in primis), come un progetto inutile e sbagliato da un punto di vista industriale e nocivo per quanto riguarda la qualità ambientale del territorio (ricordiamo che la centrale si trova all’interno di un parco che è anche un sito Natura 2000), la qualità dell’aria di un’ampia porzione della Pianura Padana, la salute pubblica, il clima. Per quell’area è invece indispensabile promuovere l’insediamento di attività economiche alternative in grado di assicurare occupazione qualificata e rispetto dell’ambiente

Lo sviluppo di efficienza energetica e FER, infatti, rappresenta una straordinaria, e probabilmente irripetibile, opportunità di sviluppo qualificato per il nostro sistema produttivo basato sulla creazione di capacità scientifiche, tecnologiche e produttive; consente di abbattere le importazioni energetiche e delle nuove relative tecnologie, e costituisce una grande leva per la creazione di nuova e qualificata occupazione. Tale sistema energetico è il presupposto per avviare un modello alternativo di sviluppo, sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale.

Per accelerare la fase di transizione e coglierne appieno tutti i vantaggi è necessario incentivare in modo strutturale l’efficienza, il risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili in tutti i settori: trasporti, logistica, riscaldamento, raffreddamento, efficienza degli edifici, dei cicli produttivi e dei prodotti e promuovere diversi stili di vita e di consumi. Allo stesso tempo, avendo l’obiettivo di raggiungere il 100% di produzione elettrica da rinnovabili, è necessario ridurre gradualmente, fino ad azzerare, il ricorso alle fonti fossili.

Sinistra Ecologia Libertà Veneto

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