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November 23, 2017

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Meglio contro la povertà che contro i poveri

povertamani

Meglio combattere la povertà, non i poveri.

Come è noto a questo sindaco e alle sue diverse giunte non sono mai piaciuti i poveri. Soprattutto se hanno l’ardire di chiedere aiuto per la loro sopravvivenza. Impudenti, in quanto poveri provocano i passanti chiedendo la carità.
Vanno perseguiti in questa loro azione di disturbo del quieto vivere.

Severo il sindaco dal suo insediamento prende provvedimenti contro gli ultimi, e giù a collocare ferri anti sdraio nelle panchine, arriva persino ad installare costosissime cancellate per chiudere i giardini, e giù con divieti all’accattonaggio.
Molto efficaci, ci informano. Su 5.000 multe emesse solo 33 sono state riscosse, d’altra pare cosa pensano di ricavare da un povero che è costretto a chiedere l’elemosina, i soldi che non vediamo dagli evasori fiscali?
Il sindaco e la sua giunta erano arrivati a multare anche i complici, i cittadini sensibili di buon cuore che passando allungavano una monetina.
Forse per distrazione, questo provvedimento è decaduto ad agosto, così i cittadini “generosi” possono dormire sonni tranquilli. Non saranno più perseguitati.

Ora l’accanimento contro i poveri prosegue con un nuovo provvedimento punitivo predisposto contro di loro.
Chi chiede l’elemosina con un cane per attrarre qualche monetina va vessato, gli si sequestra il cane, per lasciare il miserabile, appunto, solo come un cane, togliendogli, in alcuni casi, l’unico legame affettivo di cui dispone (cosa può pretendere un povero?!). Insomma il cane che non abbandona nemmeno quando chiede l’elemosina deve essergli sottratto, è un lusso che può avere chi sta bene di famiglia. Il sindaco presenta il provvedimento come tutela dell’animale (tra un povero ed un cane preferisce l’animale), afferma che spesso i cani degli accattoni vengono maltrattati. Sindaco, allora prenda un provvedimento contro il maltrattamento degli animali, ma esistono già leggi a tale proposito, ma non si inventi che il fatto stesso di stare con un questuante sia di per se condizione di maltrattamento. Insomma stare con i poveri significa stare in una condizione di maltrattamento. Guai ai poveri, non debbono avere offerenti, amici, ora nemmeno un cane.

Il sindaco talvolta giustifica la sua lotta contro i poveri affermando che vanno perseguiti in quanto vittime di un racket, di bande criminali che li sfruttano mandandoli in strada prelevando i loro “incassi”. Traduzione: vanno puniti in quanto vittime, insomma “becchi e bastonati”.
Un appunto al signor sindaco: sarebbe meglio contrastare la criminalità che li schiavizza, non i poveri “costretti”, un altro appunto: sarebbe meglio sequestrare il cane a chi lo maltratta, ricco o povero che sia, non a coloro che hanno la sola colpa di essere poveri.

Insisto. Non è mai troppo tardi, ma sarebbe meglio iniziare una vera lotta alla povertà, così qualche povero sarà almeno in grado di mantenere il proprio cane senza la minaccia delle sanzioni della giunta Tosi.

Giorgio Gabanizza, Sinistra Italiana Verona

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