My Twitter Feed

November 23, 2017

:

I Magazzini Generali alla ZAI -

sabato, 28 gennaio 2017

Venezia. Una “cittadinanza delle donne” orfana del “Centro Donna” -

venerdì, 6 gennaio 2017

Verona. La priorità del lavoro -

giovedì, 5 gennaio 2017

Verona. Appello elezioni amministrative 2017 -

giovedì, 22 dicembre 2016

Verona. Contro lo smog letale per la salute dei cittadini -

mercoledì, 14 dicembre 2016

Le ragioni ecologiste per un “No” al referendum costituzionale -

venerdì, 2 dicembre 2016

“Centro donna” di Venezia. Lettera aperta alla Vicesindaco Luciana Colle -

venerdì, 25 novembre 2016

“Stavolta No”, incontro a Nogara (VR) il 26 novembre -

mercoledì, 23 novembre 2016

Verona. Necessarie iniziative per tutelare salute e ambiente -

domenica, 20 novembre 2016

Verona, 17 novembre. “Le ragioni del NO alla rottamazione della Costituzione” -

mercoledì, 16 novembre 2016

Arena. Renzi e Tosi ritardano interventi urgenti -

venerdì, 28 ottobre 2016

Verona. Serve urgentemente una seria politica per la ciclabilità -

martedì, 18 ottobre 2016

Verona. La Zai deve essere messa al riparo da inquietanti vicende processuali che coinvolgono il suo presidente -

giovedì, 6 ottobre 2016

Una alternativa per Verona e No al referendum -

martedì, 4 ottobre 2016

Meglio contro la povertà che contro i poveri -

venerdì, 30 settembre 2016

Valpolicella: per una migliore qualità del vino e del territorio -

lunedì, 26 settembre 2016

Legge elettorale. I “furbetti” della politica -

venerdì, 23 settembre 2016

26.09 a Nogara (VR). Le ragioni del “no” al referendum -

giovedì, 22 settembre 2016

Sinistra Italiana Verona invita a firmare la proposta di legge della CGIL -

sabato, 17 settembre 2016

Bonifica discarica di Ca’ Filissine (VR) -

domenica, 11 settembre 2016

La sanità veneta di fronte ai continui tagli

Tagli alla sanità

Relazione sulla situazione della sanità veneta,
le posizioni di Sinistra Ecologia Libertà

Affrontare il tema della salute non è facile, significa, infatti, riferirsi al principio costituzionale del diritto alla salute, significa però anche conciliare i problemi di carattere economico, che di fatto esistono, con la garanzia della tutela di questo diritto fondamentale per ogni cittadino,chiunque esso sia, a qualunque censo appartenga, indipendentemente dal sesso, dalla razza e dalla religione.

Il Piano socio-sanitario Regionale 2012-2016 enuncia dei principi condivisibili e in continuità con la normativa precedente. In particolare, si riconosce la sola cura nelle strutture di ricovero come costosa e in molti casi inappropriata e si sposta nel territorio la gestione dei processi diagnostico-terapeutici, intesa come strutture di prevenzione, diagnosi e cura.

Il ricovero, in pratica dovrebbe attuarsi solo in caso di effettiva necessità, mentre in alternativa ci dovrebbero essere delle strutture, cosiddette “intermedie” a garantire la risposta  al nostro bisogno di salute.

La situazione reale in sanità però ci dimostra che i tagli effettuati da livelli dello Stato di ogni ordine e grado, riorganizzazioni e razionalizzazioni hanno portato a dismissioni di ospedali, trasferimenti e/o abolizione di servizi, ospedalieri e territoriali e oggettivamente provocato una forte riduzione della possibilità di corrispondere alla domanda, per usare un termine economico, di salute da parte dei Cittadini.

Il costo del ticket e dei farmaci, a carico degli individui, è diventato insostenibile.

I dati ormai dicono che le classi sociali meno abbienti si curano meno e la previsione di vita avvantaggia chi è economicamente forte.

Inoltre non si può non considerare il fatto che un Servizio Sanitario povero non può che erogare servizi poveri.

I tagli dello Stato centrale nel riparto Finanziario della Sanità verso le regioni vengono stimati in 30 miliardi nel periodo 2011-2015 su di un totale di 112 miliardi di euro. In particolare la legge 148/2011 e la legge 135/2012 (spending review) hanno obbligato le regioni, Veneto compreso, ad un ridimensionamento ed un ripensamento del servizio erogato.

Nelle schede ospedaliere, che costituiscono la parte operativa del piano sanitario regionale, nonostante i principi contenuti nel piano stesso, abbiamo potuto prendere visione di ulteriori tagli, sia nelle singole dotazioni ospedaliere, nei posti letto per acuti sia nelle strutture fulcro per il Cittadino rappresentate dai Distretti Socio-Sanitari.

Il taglio di 1.227 posti letto per acuti in Veneto rappresenta una ulteriore perdita di risorse  per una cura rapida ed efficace delle patologie acute, bacino  già oggi notoriamente insufficiente, che non può essere sicuramente compensata dai 1.263 posti letto di convalescenza o riabilitazione post ricovero.

Altro dubbio legittimo ci sovviene in merito alle Medicine di gruppo integrate, per le quali ci si chiede a quali accordi si dovrà pervenire per retribuire i medici di medicina generale, quanto costeranno gli specialisti in esse e che tipo di integrazione avranno con l’assistenza domiciliare integrata oggi erogata dai Distretti Socio Sanitari.

Per il momento sono chiarissimi solamente gli “stretti e contingenti parametri economici” che inducono ad attuare ulteriori tagli, anche se enunciati come “riassetto del sistema sociosanitario”.
I meccanismi che sottendono a questi ragionamenti sono sconosciuti, non esistono  progetti definiti che possiamo valutare, ma solo vaghe enunciazioni.
Sarebbe interessante conoscere, ad esempio, quali dovrebbero essere le strutture di ricovero intermedie, con  quali risorse verranno sostenute, con quali costi a carico delle famiglie e soprattutto se la gestione di queste sarà ancora pubblica o se verrà sciaguratamente affidata ai privati.

Per noi  è il momento di invertire la tendenza, opponendo all’incremento dei costi e all’incremento dei tagli dei Governi centrali, una profonda rivisitazione del Sistema Sanitario Veneto attraverso la riorganizzazione qualitativa e quantitativa delle ULSS.
Solo in questo modo si possono produrre effetti in termini di risparmi su direttori generali, sanitari, amministrativi e sociali; per poi passare ad una riunificazione dei servizi tecnico-amministrativi, e soprattutto, unificando i centri di acquisizione di beni e servizi e magari imprimendo una accelerazione alle procedure informatiche intra ospedaliere e territoriali e nello scambio informatico maggiore tra queste.
Al momento paradossalmente si fa il contrario e dove si era iniziato a ragionare in questo senso si sta facendo marcia indietro (vedi ULSS 16 e AOP di Padova).

E’ inoltre indispensabile una profonda rivisitazione anche del rapporto con la Sanità convenzionata.
Noi non siamo contrari a priori a forme di gestione sanitaria di natura privatistica, che sono  elemento di stimolo e di competizione con quella pubblica, ma non si può tacere il fatto che nel corso del tempo la vocazione del privato convenzionato si sia quasi totalmente incentrata su patologie a basso rischio ed a minor costo gestionale, riducendo l’aspetto competitivo ma sottraendo ingentissime risorse al bilancio regionale.

Evidente e per noi inaccettabile, poi, la scelta ormai consolidata di intervenire sulle strutture sanitarie, in particolare ospedaliere, con la cosiddetta finanza di progetto.
Tale metodo, ormai acquisito nella prassi, è da respingere sia come grande buco nero sulle tenute finanziarie regionali dei prossimi decenni, sia perché innesca un discutibilissimo e pericoloso meccanismo nel rapporto pubblico-privato. Sappiamo che il privato, in questa modalità,agisce con garanzie lucrative assolute e senza alcun rischio di impresa e induce alla perversa costrizione della edificabilità ospedaliera anche quando essa è inutile.
Una forzosa direzione edilizia che sembra rispondere più alle logiche del Sistema che non alle effettive esigenze di una migliore  e più efficace funzionalità delle strutture, come si vorrebbe fare con il nuovo ospedale di Padova.

Queste osservazioni, insieme ad osservazioni e controproposte dettagliate per ogni ULSS sono state presentate a luglio al Consiglio Regionale e alla Giunta della Regione del Veneto.
Stiamo ora attendendo il responso….

Commissione Sanità Padova

I commenti sono chiusi.