Sinistra Ecologia Libertà Veneto http://www.selveneto.it Entra e cambia Sat, 04 Feb 2017 15:19:05 +0000 it-IT hourly 1 http://wordpress.org/?v=3.6 I Magazzini Generali alla ZAI http://www.selveneto.it/i-magazzini-generali-alla-zai/ http://www.selveneto.it/i-magazzini-generali-alla-zai/#comments Sat, 28 Jan 2017 15:13:39 +0000 SEL Veneto http://www.selveneto.it/?p=1767 I Magazzini Generali alla ZAI: occasione per una progettualità strategica per Verona

L’Ente autonomo Magazzini Generali fondato nel 1929 e di proprietà del Comune di Verona, della Provincia e della Camera di Commercio da diversi anni è stato messo in liquidazione dai soci con la nomina di un liquidatore, dr. Giuseppe Capra.

I beni dell’Ente, consistenti in 180.000 mq di terreno su cui insistono fabbricati ad uso magazzini per merci varie ed uno a temperatura controllata e una serie di binari ferroviari, sono stati conferiti all’immobiliare Magazzini srl, società appositamente costituita.

I sopra citati beni sono stati offerti al mercato per la loro utilizzazione e sono stati dati in locazione alla ditta svizzera Hangartner a seguito di una manifestazione di interesse da questa dichiarata, successivamente questa ditta svizzera è stata acquistata dalle ferrovie tedesche che quindi sono subentrate nell’uso dei beni dei “Magazzini Generali”.

Per volontà dei soci con l’assemblea del 24/6/2016 il liquidatore ha indetto un’asta pubblica per la vendita dei beni.

I sottoscritti consiglieri ritengono inopportuno aver bandito una gara aperta genericamente a persone giuridiche/enti aventi sede legale o rappresentanza legale in Italia, e non esclusivamente a quelli che operano nella logistica, nei trasporti o in altre attività affini.

Gli interroganti avrebbero preferito che il 100% del capitale della immobiliare Magazzini srl fosse trasferito al Consorzio ZAI (che con lettera, prima del bando, avrebbe dichiarato di non essere interessato all’acquisizione).

Ciò premesso i sottoscritti consiglieri interrogano il Sindaco e la Giunta per sapere quali concrete ed efficaci iniziative intendano prendere affinché al bando possa partecipare il Consorzio ZAI, in quanto questa importante area possa essere interessata ad una progettualità di riqualificazione, ampliamento ed implementazione della logistica e dei trasporti strategica per Verona e il suo sviluppo economico e sociale.

Mauro De Robertis, SEL – Sinistra Italiana Verona
Michele Bertucco, Piazza Pulita

]]>
http://www.selveneto.it/i-magazzini-generali-alla-zai/feed/ 0
Venezia. Una “cittadinanza delle donne” orfana del “Centro Donna” http://www.selveneto.it/venezia-una-cittadinanza-delle-donne-orfana-del-centro-donna/ http://www.selveneto.it/venezia-una-cittadinanza-delle-donne-orfana-del-centro-donna/#comments Fri, 06 Jan 2017 11:50:52 +0000 SEL Veneto http://www.selveneto.it/?p=1763 La recente campagna referendaria ha posto al centro del dibattito nazionale la nostra Carta Costituzionale e la straordinaria partecipazione al voto ha significato, in primis, che la legge fondamentale del nostro Stato è un patrimonio comune dal quale non si prescinde.

Forse, l’articolo che, più di altro, è impresso nelle menti delle cittadine e dei cittadini italiani è l’art.3 che afferma:” Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Tuttavia, al Costituente non bastò l’enunciazione teorica del principio d’eguaglianza. Infatti, nella consapevolezza di quanto fossero (e siano) radicati e pervicaci i fattori di diseguaglianza e di soggezione materiale, al secondo comma precisò: “E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Se al primo comma viene, perciò, sancito il principio di uguaglianza formale, il secondo impone allo Stato di intervenire per tentare di raggiungere l’uguaglianza sostanziale dei cittadini e delle cittadine. Risulta, allora, necessario adeguare le norme giuridiche (e le politiche locali e nazionali) ai vari aspetti della vita sociale trattando, in modo uguale, situazioni uguali e, in modo diverso, situazioni differenti. L’impegno dello Stato dovrà, così, essere teso non soltanto a eliminare ogni situazione di privilegio che offenda la pari dignità, ma anche promuovere una politica di sostegno e di aiuto che consenta la piena e libera affermazione della persona umana. Il principio di eguaglianza si lega, così, strettamente all’idea di cittadinanza: non può esistere un reale esercizio della cittadinanza lì dove non ci sia una pari dignità sociale atta a favorire il pieno sviluppo della persona umana e tale condizione può verificarsi solo garantendo pari opportunità di base e l’effettiva partecipazione di tutte e tutti all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Questi brevi cenni credo siano sufficienti per comprendere quale sia la stratificazione significativa di un’espressione quale “cittadinanza delle donne” e l’importanza che l’Amministrazione Comunale di Venezia ne preveda una specifica delega attribuita attualmente alla Vice-Sindaco, Luciana Colle. Si tratta di una delega che ha una lunga storia: un assessorato alla “condizione femminile” (questa era stata l’iniziale denominazione) fu istituito (primo in Italia) nel lontano 1975, con quella che, escludendo la Giunta Gianquinto dell’immediato dopoguerra, fu la Prima Giunta di Centro Sinistra. La delega fu assegnata ad Anna Palma Gasparini, poi, negli anni la denominazione (quasi ad indicare la maturazione e crescente consapevolezza della società civile e dell’Amministrazione Comunale che tentava di farsene interprete) mutò: divenne, nel 1988, alle “pari opportunità” con Giorgina Berto Nascimbeni, infine nel 1993, “alla cittadinanza delle donne” con Franca Bimbi e, da allora, il nome è rimasto tale.

La storia del Centro Donna, in questa città, a partire dall’occupazione di Villa Franchin nel lontano novembre del 1977, è stata strettamente connessa non soltanto alle politiche dell’Amministrazione Comunale nel suo complesso, ma anche a quella di un referato specifico che, nel corso degli anni ha assunto, appunto, il nome di “cittadinanza delle donne”. Per questo il Centro donnaha rappresentato, in tutti questi anni, un’esperienza profondamente innovativa e di avanguardia nel rapporto tra istituzioni e cittadinanza, tanto da divenire un modello a livello nazionale ed europeo.

L’attuale Giunta Comunale, dopo aver (con la delibera di giunta del 27 settembre 2016 «Riorganizzazione del Comune di Venezia — Attuazione seconda fase») “spacchettato” questo “luogo di elaborazione politica e culturale autonoma e separata delle donne” (delibera istitutiva del “Centro donna” del 19 dicembre 1988 e successive integrazioni) attribuendo funzioni e servizi, che, in precedenza, erano unitari e coordinati, a direzioni ed assessorati diversi (la biblioteca di genere al sistema bibliotecario comunale e il Centro Antiviolenza all’Assessorato alla Coesione sociale), successivamente, con la deliberazione n.366 del 22 novembre (modifiche al funzionigramma), ha rivisto tali posizioni (probabilmente nel tentativo di rispondere all’allarme suscitato non solo tra le donne di questa città, ma addirittura a livello nazionale, tanto che Sinistra Italiana aveva presentato un’interrogazione parlamentare su questa questione, successivamente ritirata per il modificarsi della situazione) e ha riaccorpato la biblioteca al “Centro Donna”, assegnandola alla stessa direzione (coesione sociale) cui fa capo il “Centro donna”, ricostruendo così, quantomeno sulla carta, l’unitarietà del “Centro Donna”.

Perché lamentarsi, allora, visto che l’Amministrazione Comunale mantiene la delega alla Cittadinanza delle donne e garantisce l’unitarietà al “Centro donna”? Beh, forse, a chi non ha potuto seguire da vicino la questione, è sfuggito un “piccolo particolare”: il “Centro donna” non è di competenza della Vicesindaco Colle, che (nota bene) ha la delega alla Cittadinanza della donne, ma “dipende” dall’Assessore Venturini, che ha il referato alla “Coesione sociale”…! In casi come questi, veramente, la realtà supera ogni immaginazione…! Che “c’azzecca” la “coesione sociale” con il “Centro Donna”? E ancora: che senso ha mantenere una delega alla “cittadinanza delle donne” quand’essa è soltanto nominale, quando rimane orfana di una qualsiasi connessione con il Centro Donna, che è il luogo simbolico e reale della presenza delle donne nella città e dell’esercizio della loro cittadinanza attiva?

Sarebbe proprio il caso che chi ci governa iniziasse a rendersi conto che il 4 dicembre i cittadini, in maniera ancor più massiccia, le cittadine italiane hanno “rivotato” per la nostra Costituzione, probabilmente esprimendo, con il loro voto, soprattutto il desiderio che essa venga concretamente attuata a cominciare dai suoi principi fondamentali: dal diritto al lavoro alla salute, dall’istruzione alle politiche di genere.

Forse, sarebbe il caso che l’Amministrazione Comunale di Venezia iniziasse a comprendere che le città sono (o dovrebbero essere) i luoghi in cui maggiormente si può rendere effettiva la “cittadinanza” (compresa quella delle donne) intesa sia come partecipazione democratica alla vita pubblica sia come accesso a una serie di servizi volti a rimuovere quegli ostacoli che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.

Renata Mannise, Comitato promotore
Sinistra Italiana Venezia

]]>
http://www.selveneto.it/venezia-una-cittadinanza-delle-donne-orfana-del-centro-donna/feed/ 0
Verona. La priorità del lavoro http://www.selveneto.it/verona-la-priorita-del-lavoro/ http://www.selveneto.it/verona-la-priorita-del-lavoro/#comments Thu, 05 Jan 2017 10:21:52 +0000 SEL Veneto http://www.selveneto.it/?p=1760 Non siamo usciti dalla situazione di crisi economica e sociale che priva del lavoro milioni di persone in Italia e migliaia a Verona.
Le istituzioni democratiche debbono assumere come prioritario il diritto al lavoro, un obiettivo che deve ispirare molte delle attività amministrative anche del Comune di Verona.

Per questo ribadiamo che nel prossimo bilancio una parte significativa delle risorse possa essere impegnata in questa direzione.
In una precedente sessione di bilancio il consiglio ha accolto l’allegato ordine del giorno presentato dal consigliere Mauro De Robertis , ma da allora nulla si è fatto e resta del tutto inattuato.

Insomma per quanto riguarda gli impegni presi per il lavoro e l’occupazione, la giunta comunale si è dimostrata del tutto assente, in una sorta di “omissione di atti di ufficio”. Non deve sfuggire, nel prossimo bilancio, questo impegno prioritario ed tra i primi provvedimenti dell’anno ci debbono essere almeno le due delibere proposte nell’ordine del giorno allegato ed accolte dal consiglio comunale.

Mauro De Robertis, consigliere comunale SEL-SI
Giorgio Gabanizza, coordinamento Sinistra Italiana Verona

Ordine del Giorno – “Priorità al lavoro e all’occupazione”
(collegato alla proposta di deliberazione n. 7)

preoccupato per la grave situazione economica che colpisce le condizioni di vita dei cittadini italiani, veneti e veronesi e mette in discussione le prospettive di lavoro e di vita sia degli occupati, non pochi dei quali coinvolti da crisi aziendali, sia di chi è in cerca di un primo impiego;

preso atto che anche a Verona aumenta la disoccupazione, in particolare quella giovanile, come viene evidenziato nella stessa relazione previsionale programmatica 2012-2014;

ritiene necessario prendere tutte le iniziative utili, coinvolgendo le parti sociali,imprenditoriali e sindacali, le aziende partecipate e tutte le istituzioni preposte allo sviluppo dell’economia e del lavoro, per avviare politiche attive del lavoro tese a dare risposte concrete alla drammatica crisi occupazionale che coinvolge Verona.

Impegna il Sindaco e la Giunta a portare all’esame del Consiglio due proposte di delibera, sostenute adeguatamente da risorse finanziarie congrue, da trovare in breve tempo tra le risorse in bilancio non utilizzabili e/o rese disponibili, per dare risposta a necessità sociali esistenti, fornendo, contemporaneamente, opportunità di lavoro sia a lavoratori in mobilità (cassa integrazione, ecc.) sia a giovani disoccupati.

In particolare il Consiglio Comunale chiede
- sia predisposta una iniziativa che impegni lavoratori, disponibili per legge, per lavori socialmente utili, diretti, con particolare attenzione, al sostegno dei cittadini particolarmente svantaggiati ed alla tutela dell’ambiente; come è noto ai lavoratori in mobilità utilizzati in tal modo spettano retribuzioni integrative per le ore lavorate oltre le prime 20 settimanali;
- sia definito un progetto, con relativa delibera, per tenere aperte la biblioteca civica e le più frequentate biblioteche donali anche alla sera fino alle ore23/24 ed anche il sabato e la domenica e nei giorni festivi; ciò permette di dare significative alternative culturali ai giovani che non siano solo la frequentazione di luoghi ove si somministra alcool, e fornisce una opportunità di lavoro. Nella delibera vanno previste analoghe condizioni di apertura, almeno dall’inizio della primavera alla fine dell’autunno, anche dei musei, delle pinacoteche e dei monumenti cittadini.

Il Consigliere comunale
f.to De Robertis

PERVENUTO N. 54 09/07/2012
Segreteria Consiglio
ACCOLTO DCC n. 65 del 17/07/2012

]]>
http://www.selveneto.it/verona-la-priorita-del-lavoro/feed/ 0
Verona. Appello elezioni amministrative 2017 http://www.selveneto.it/verona-appello-elezioni-amministrative-2017/ http://www.selveneto.it/verona-appello-elezioni-amministrative-2017/#comments Thu, 22 Dec 2016 10:59:18 +0000 SEL Veneto http://www.selveneto.it/?p=1755 L’idea è di formare una lista, o meglio una coalizione di liste, che aggreghi organizzazioni politiche, sociali, esponenti del mondo del lavoro, delle professioni, dell’ambientalismo, del volontariato, del mondo giovanile, di quello femminile, dei comitati, dei movimenti, dei saperi…
Vogliamo costruire un’area progressista alternativa a Tosi, alle destre ed al leghismo, mentre il PD organizza una proposta alternativa a Tosi al primo turno per poi allearvisi al ballottaggio.
Intanto abbiamo reso pubblico questo documento-appello firmato anche da Rifondazione Comunista ed approvato da “esponenti della società organizzata” con cui lavoriamo da tempo.

Sinistra Italiana Verona

•••

Verona in Comune, la parola alla città
Proposta politica per le elezioni amministrative 2017

Verona, in questo decennio tosiano, ha subito gravi conseguenze dalle scelte delle giunte comunali, cui si sono aggiunte quelle del governo nazionale e le politiche di austerità dell’Unione Europea.

Ora ci sono più disoccupate/i e giovani in cerca di prima occupazione, più povere/i ed emarginate/i, meno tutele sociali, mancano opportunità di lavoro, l’assetto produttivo è fortemente ridimensionato e non c’è traccia di politiche e strategie capaci di dare un futuro occupazionale alle nuove generazioni e all’intera popolazione attiva.
I dati inquietanti sull’inquinamento dell’aria sono peggiorati e di conseguenza quelli della salute delle cittadine e dei cittadini. Per fortuna è stata vinta la battaglia contro il dannoso inceneritore di Ca’ del Bue, pare fallita l’idea di traforare le Torricelle per far passare un’inquinante superstrada tra le case di Verona nord e Verona est e non è stata realizzata la filovia (se Tosi, la Lega e le destre avessero utilizzato il progetto approvato e i soldi già stanziati dallo Stato avremmo da anni funzionante la tranvia). Tempo, energie e risorse finanziarie buttate al macero per nulla. Un disastro colossale di cui scusarsi con la città.
I servizi pubblici non sono all’altezza di una città come Verona. Sempre più invasa da automobili, non gode di un trasporto pubblico efficiente ed ecologico. Per i rifiuti si registrano enormi ritardi, siamo ben distanti dal raggiungere l’ obiettivo: “rifiuti zero”. Per non parlare dei temi energetici, così importanti per il clima, per i quali,straordinariamente, va fatto, rapidamente, molto di più.

Il bilancio di questi anni, tuttavia, è ancora peggiore: inchieste giudiziarie, arresti, condanne e dimissioni hanno coinvolto la giunta, le varie aziende ed enti partecipati dal comune di Verona. Non c’è stata qualche mela marcia, c’è stato di più. Oltre alla grave questione morale che ha invaso il governo della città, il sistema di potere di Tosi, con o senza la Lega e le destre, assieme al fallimento amministrativo, ha portato in questi dieci anni a crisi gravissima in fasi alterne la Fondazione Arena, il Parco scientifico e tecnologico Star, l’Agec, Aeroporto, Fiera, ecc…
La politica urbanistica, inaugurata dall’ex vicesindaco Giacino, e quella immobiliare sono state e sono totalmente esposte all’esclusiva volontà dei privati. La spaventosa concentrazione di centri commerciali nell’area di Verona Sud ne rappresenta uno dei casi più gravi ed eclatanti, come ha giustamente denunciato il Comitato Verona Sud con la manifestazione di sabato 22 ottobre, organizzata per chiedere la realizzazione del Parco nell’area dell’ex scalo ferroviario di Verona Porta Nuova. La svendita del patrimonio comunale, di tanti palazzi nel centro storico dal grande valore artistico, solo per fare cassa, e l’affido a privati della gestione di stabili come l’ Arsenale, ledono l’interesse pubblico e rappresentano una mancanza di visione progettuale per qualificare la città e il suo futuro.
Le situazioni di degrado nelle nostre periferie e nei nostri quartieri si sono moltiplicate, non sono state realizzate opere significative di recupero di aree e di fabbricati comunali abbandonati, non si profilano interventi di coesione e di aggregazione sociali, né azioni di sostegno per gli anziani, nemmeno per quelli soli e meno abbienti. Mancano politiche attente alle disabilità e al superamento dei fattori di esclusione di persone portatrici di handicap. Del tutto ignorata la politica della casa, a fronte di migliaia di appartamenti inutilizzati, non ci sono risposte adeguate agli sfratti. I servizi sociali sono sempre più in sofferenza.

Non solo non si sono realizzate politiche attive del lavoro, ma è mancata una visione di riqualificazione produttiva di Verona e un rapporto continuo ed organico con l’Università, con le organizzazioni sindacali, imprenditoriali e di categoria per trovare le migliori soluzioni per la città e il suo futuro produttivo. I temi della ricerca e dell’innovazione sono rimasti estranei.
Anziché combattere la povertà hanno combattuto i poveri, mentre sono stati del tutto carenti nel contrastare la pesante penetrazione della ‘ndrangheta a Verona, denunciata più volte dal Prefetto.
Totalmente dimentichi di avviare politiche ambientali hanno preferito abbattere alberi a centinaia, depauperando la città di un bene prezioso per pulire l’aria e quanto mai necessario per ostacolare il cambiamento climatico. Sono state lasciate nel degrado aree ed immobili e nulla è stato fatto per i giovani cui potrebbero essere assegnati spazi autogestiti in ciascuna Circoscrizione. Sono poi in grande ritardo nei lavori per rendere almeno sicuri gli edifici scolastici di competenza.
Da segnalare, inoltre, la totale assenza di una politica culturale diretta a valorizzare e promuovere le grandi potenzialità creative ed artistiche di molte/i operatrici/ori nel campo delle arti visive, musicali, teatrali, espressive, ecc. di cui dispone Verona.

Le inadempienze, le responsabilità e le scelte sbagliate sono molte altre e visibili in città. La misura è colma. Serve un profondo cambiamento, un’inversione di rotta.
Servono equilibrio, competenza, uso dei saperi, dedizione a servire la cosa pubblica e a tutelare i beni comuni, disinteresse nello svolgere le proprie funzioni, onestà, capacità di progettare il futuro nell’esclusivo interesse della città. Servono idee nuove e sapersi misurare con le sfide moderne, partendo dai temi dell’occupazione e del lavoro, dell’inquinamento, di una città più accogliente, più verde, più vivibile, a misura delle e dei giovani. Bisogna mettere al primo posto le necessità di chi vi abita, senza dimenticare il ruolo e le esigenze di chi la visita.

Verona è una città d’arte, con un patrimonio storico-culturale unico al mondo ed un territorio ricco di risorse naturali, di eccellenze da valorizzare e riqualificare. Si tratta, complessivamente, di un patrimonio della umanità che va salvaguardato e che può accentuare la sua attrazione turistica. Sul turismo è stato fatto poco e male, facendo prevalere le sagre agli eventi culturali, mentre ci sono potenzialità nuove e non ancora esplorate estremamente interessanti. Verona è anche una città universitaria, che accoglie ogni anno migliaia di studenti fuori sede, cui bisogna dare risposte attente, adeguate ed inclusive.
Affiorano, ogni tanto, politiche di privatizzazione di beni ed attività comunali che ovunque si sono dimostrate fallimentari. I beni comuni, sia naturali come l’acqua, che culturali, debbono restare pubblici nell’interesse della comunità, compresa la Fondazione Arena.
Poiché il governo nazionale, malgrado la necessità di mettere in sicurezza, rendere efficiente e modernizzare l’intero sistema ferroviario ed operare con forti investimenti sulla tutela idrogeologica e sull’adeguamento antisismico di scuole ed edifici pubblici, preferisce investire ingentissime cifre per la realizzazione del TAV (corridoio 5), serve che il Comune di Verona esprima la sua contrarietà ad essere interessata da gravi compromissioni ambientali, paesaggistiche e sociali.

Servono scelte alternative che siano frutto di un percorso di partecipazione popolare, di rinnovato protagonismo civico, di sconfinamenti e contaminazioni. Valorizzare le competenze e le professionalità, aprire gli spazi e i luoghi di condivisione, di elaborazione e di decisione. Il ruolo delle organizzazioni politiche e sociali è indispensabile e prezioso, ed è necessario lavorare con spirito unitario e costruttivo con l’obiettivo di attivare energie nuove, raccogliendo il contributo di singole personalità, giovani, uomini e donne che vogliano un radicale cambio di rotta. Ci sono molte risorse umane, intelligenze e generose disponibilità in città, che arricchiscono il clima culturale e che debbono emergere e contribuire al bene comune e al ben-essere di Verona.

Invitiamo tutte e tutti coloro che hanno a cuore il futuro di Verona ad intraprendere nuove strade, nuovi obiettivi nell’interesse esclusivo della città, a dedicarsi fin da subito con noi alla costruzione di un progetto politico e di un programma amministrativo.

Un radicale cambiamento deve cimentarsi con la costruzione di un percorso plurale e unitario, con il contributo di tutte le organizzazioni politiche e sociali che lo vogliano, per definire assieme una piattaforma programmatica capace di rappresentare e realizzare la Verona civile, partecipata e democratica, laica, onesta, trasparente, equa, accogliente, laboriosa, solidale, inclusiva, cooperante, lungimirante e progettuale, pacifica, europea, bella, disinquinata e salubre, sicura sulla garanzia del lavoro e nella esigibilità dei servizi sociali e sanitari.
Le questioni di genere, i diritti delle donne e delle persone, le pari opportunità sono parte integrante di un percorso di cittadinanza consapevole, plurale ed inclusiva, così come l’antirazzismo e l’antifascismo sono valori irrinunciabili per una società democratica e accogliente.
Bisogna finalmente partire dalle condizioni di vita, dalle esigenze, dai bisogni e dalle aspirazioni delle donne e degli uomini, delle bambine e dei bambini e delle persone anziane in carne ed ossa, per disegnare una visione di città che vorremmo garante dei diritti di tutte le cittadine e di tutti i cittadini, dei beni comuni e all’altezza delle necessità sociali impellenti. Democrazia partecipata e paritaria ed implementazione di strumenti di partecipazione attiva sono aspetti non secondari di questa sfida innovativa.

Siamo dunque per una svolta profonda, disponibili ad intraprendere un percorso di coinvolgimento il più largo possibile, con altri soggetti organizzati e singole persone che, esclusivamente sulla base di valori e contenuti programmatici convergenti, possa preparare una coalizione di forze ed una piattaforma programmatica alternativa al fallimento tosiano, alle destre, al leghismo, all’ideologia del neoliberismo ed al renzismo, che il PD veronese ha assunto come tratto distintivo e discriminante per le sue stesse possibili alleanze, al punto che ipotizza anche un patto elettorale con Tosi.
Noi, al contrario, riteniamo che non sia possibile aggregare chi si è reso responsabile o abbia condiviso le scelte amministrative di questi ultimi dieci anni. In questo percorso di incontri, di ascolto e di coinvolgimento auspichiamo che gli interlocutori che condividono questa impostazione politica e culturale diano la propria disponibilità a partecipare direttamente al progetto politico-elettorale, alla formazione della lista o della coalizione di liste e, sulla base di regole concordate, ad individuare insieme la persona più “indicata” a rappresentare, quale candidata a sindaco, le proposte politiche e programmatiche che la coalizione politica ed amministrativa sarà stata capace di produrre.

Verona ha bisogno di un profondo cambiamento per ridiventare la “bella Verona”, per tornare ad essere all’altezza delle necessità, per progettare i suo futuro, capace di misurarsi con le grandi sfide moderne, che ha cura di chi vi risiede ed ospita per tornare ad essere comunità partecipante, in armonia con il proprio territorio. Un municipio dei popoli. Una città veneta, europea che ha un suo ruolo nel mondo.

Noi vogliamo contribuire, con tutta la nostra determinazione, a realizzarlo.

]]>
http://www.selveneto.it/verona-appello-elezioni-amministrative-2017/feed/ 0
Verona. Contro lo smog letale per la salute dei cittadini http://www.selveneto.it/verona-contro-lo-smog-letale-per-la-salute-dei-cittadini/ http://www.selveneto.it/verona-contro-lo-smog-letale-per-la-salute-dei-cittadini/#comments Wed, 14 Dec 2016 20:27:10 +0000 SEL Veneto http://www.selveneto.it/?p=1751 Da molti anni proponiamo di attuare azioni strutturali, permanenti, per rimuovere o almeno limitare le cause delle emissioni inquinanti che creano gravi danni alla salute dei cittadini.

La causa principale e dimostrata dello smog è la mobilità insostenibile dei mezzi privati (auto e motocicli) per non dimenticare l’aumento massiccio dell’uso dei caminetti. Le polveri sottili più pericolose sono le PM 2,5 , scarsamente misurate , unico dato del 2008 della centralina di Cason. Con molta probabilità i limiti fissati per legge di 25 mg/mc sono stati superati ampiamente. Ormai è noto, nella letteratura scientifica, che le emissioni in atmosfera del PM 2,5 (particelle fini del diametro fino a 2,5 micron) causano maggiori danni alla salute rispetto alle PM 10. “Per esposizioni a lungo termine, per ogni incremento di 10 µg/m3 per di PM 2,5 si calcola, nella popolazione totale, un incremento del 6% del rischio di morte per ogni causa, del 12% per le malattie vascolari e del 14% per cancro al polmone (medici per l’ambiente)”.
Verona non è solo fuori legge per aver superato il limite di 35 giorni l’anno con oltre i 50 mg/mc previsti dal D.lgs. 155/2010 per i PM 10, ma anche per le più letali PM 2,5.

Le cose da fare non possono essere solo buoni consigli di comportamento o aspettare la pioggia come spera l’aspirante stregone che casualmente si trova a fare l’assessore all’ambiente.
Come si sa è l’intera pianura padana , per la sua conformazione morfologica, a patire di più le conseguenze. E’ opportuno che si vari al più presto una legge speciale che armonizzi tutte le azioni, degli enti locali, necessarie a ridurre l’alto inquinamento. Ciò non toglie le responsabilità e i compiti dei comuni, in special modo di quelli che hanno predisposto appositi Piani di Riqualificazione dell’Aria di cui hanno poco o nulla realizzato e di cui hanno adottato solo in parte le Azioni previste, del tutto insufficienti a dare un significativo contributo alla riduzione dello smog. A Verona le Azioni non attuate sono state rilevate con degli appositi indicatori riportati nella relazione straordinaria di monitoraggio elaborata per le ultime varianti del Piano degli Interventi ora all’attenzione del Consiglio Comunale. Le inadempienze sono dunque verificabili. Tra le azioni indicate dal PARQA vi era l’ampliamento della rete di monitoraggio per il PM 2,5 e delle misurazioni, da integrare a quelle effettuate nel 2008, e il catasto delle emissioni come previsto dall’allegato XIV del d.lgs. 155/2010.
Nel PARQA si afferma che il catasto delle emissioni : “ È condizione imprescindibile per una valutazione oggettiva, razionale e quantitativa di tutti i fattori rilevanti per la qualità dell’aria e la disponibilità di dati attendibili e adeguati rispetto agli obiettivi.”

Nelle osservazioni che presentammo come SEL si proponeva di integrare l’azione definita: “Fluidificazione e Regolazione della circolazione” e quella prevista dagli Accordi con autostrade con una specifica azione per la riduzione dell’impatto da traffico con la limitazione della velocità dei veicoli che percorrono i tratti stradali delle tangenziali, autostrade urbane e strade di grande scorrimento insistenti sui territori dei Comuni oggetto del PARQA, pari a 80 km/h. Tale limitazione della velocità è già stata adottata in Svizzera con buoni risultati.
Oltre a ciò, un altro dato su cui riflettere è rappresentato dall’aumento del numero dei motocicli per i quali non esistono limiti nel percorrere le zone a traffico limitato nel centro storico. Potrebbero esserci eccezioni per chi risiede e per chi lavora in ztl, ma si propone di realizzare, in brevissimo tempo, la pedonalizzazione completa della Città Antica, non trascurando altri quartieri della città, frazioni, borghi e centri periferici di antica origine (Avesa, Quinzano, Montorio, ecc…) per i quali è opportuno creare isole pedonali. Va progettata e realizzata una intera rete di piste ciclabili che connettano i quartieri, le abitazioni alle scuole, ai luoghi di lavoro e di svago. Uno sforzo particolare va fatto in direzione del potenziamento dei trasporti collettivi con mezzi a trazione elettrica. Da molto tempo insistiamo che ogni edificio pubblico (scuole, uffici, istituzioni, impianti sportivi, ecc.) sia dotato di impianti fotovoltaici per il risparmio energetico e per ridurre le emissioni perniciose. Insistiamo ancora nel ricordare che la funzione dell’albero è imprescindibile nella difesa dell’aria e della salute. Servono parchi e parchi, a partire da quello da ricavare nella vasta area ferroviaria a Santa Lucia, bisogna alberare la città, trasformando strade in viali, alberare ovunque sia possibile.

Queste da anni sono le priorità cui dare risposte adeguate il prima possibile. La salute innanzitutto.

Vincenzo Genovese, Forum Ambiente
Giorgio Gabanizza, coordinatore provinciale
Sinistra Ecologia Libertà – Sinistra Italiana Verona

]]>
http://www.selveneto.it/verona-contro-lo-smog-letale-per-la-salute-dei-cittadini/feed/ 1
Le ragioni ecologiste per un “No” al referendum costituzionale http://www.selveneto.it/le-ragioni-ecologiste-per-un-no-al-referendum-costituzionale/ http://www.selveneto.it/le-ragioni-ecologiste-per-un-no-al-referendum-costituzionale/#comments Fri, 02 Dec 2016 07:13:35 +0000 SEL Veneto http://www.selveneto.it/?p=1747 Sulle questioni ambientali abbiamo visto spesso i nostri territori trasformarsi in luoghi di scontro a causa di scelte distruttive ed inquinanti imposte dall’alto (discariche, cave, centrali nucleari, gassificatori, inceneritori, grandi opere, ecc.): siti militarizzati, cittadini trattati come facinorosi anche se chiedevano solo di potersi esprimere sul futuro delle loro vite.

Opportunamente la Corte costituzionale ha demolito alcune parti delle Leggi obiettivo e dello “Sblocca Italia” rivelando che i teppisti non erano i cittadini, ma i governi che hanno agito fuori dal dettato costituzionale. L’Italia ha riprodotto lo scenario globale nel quale l’attacco alla democrazia avviene attraverso il saccheggio ambientale in nome della “crescita” di pochi contro i diritti di tutti.

Abbiamo toccato con mano l’arretratezza italiana rispetto alle normative europee che, invece, vogliono il governo partecipato del territorio. La riforma costituzionale avrebbe potuto essere un’occasione storica: innovare le nostre istituzioni e avvicinarci al diritto ambientale europeo. Ma si è scelta la strada opposta: nel nuovo testo l’ambiente diventa una mera enunciazione.

1. La riscrittura delle competenze tra potere centrale e periferico non viene semplifica ma, al contrario, introduce ingessature che rischiano di paralizzare l’amministrazione.
Secondo il nuovo Titolo V, infatti, lo Stato dovrebbe definire le “disposizioni generali e comuni” e alle Regioni spetterebbero le “disposizioni non generali e non comuni”.
Sarà quindi di nuovo la Corte costituzionale a doversi pronunciare su cosa è “generale e comune” e cosa non lo è. Ma, a differenza della norma vigente, le Regioni non potranno più legiferare su materie tipicamente locali, come la gestione dell’ambiente e non potranno più sopperire (come hanno fatto in questi anni) ai cronici ritardi della legislazione nazionale. Per rispondere ai bisogni dei loro territori dovranno attendere che arrivino dall’alto le “disposizioni generali e comuni”.

2. Attraverso la “clausola di supremazia” il potere centrale può imporre alle comunità locali qualsiasi tipo di decisione in nome di un non meglio precisato “interesse nazionale”. In questo modo lo stato avrebbe via libera per autorizzare a piacimento trivellazioni, inceneritori, grandi opere, gassificatori, depositi di scorie, ecc. senza alcuna possibile opposizione da parte dei cittadini attraverso comuni e regioni. Si tratta di un vero e proprio commissariamento dei territori che annienta di fatto il principio costituzionale di autonomia e decentramento, sancito all’articolo 5 della prima parte della Costituzione vigente.

3. Nella modifica dell’art. 117 la “tutela dell’ambiente” scompare e diventa “governo del territorio”. La difesa dell’ambiente non è più un dovere costituzionale della Repubblica. Gli articoli 9 (Tutela del paesaggio) e 32 (Tutela della salute) della Costituzione, vengono di fatto svuotati.

In buona sostanza, i contenuti eversivi e antidemocratici dello “Sblocca Italia” sanzionati dalla Corte costituzionale vengono reintrodotti nel nuovo testo costituzionale. E’ una vera e propria controriforma in controtendenza rispetto al diritto comunitario che, invece, vuole la piena informazione e partecipazione – di cittadini e comunità locali – nelle scelte ambientali e di governo del territorio. Il nuovo Titolo V espone l’Italia a un conflitto permanente e strutturale con l’Unione europea e i suoi trattati fondativi: da una parte il diritto europeo che si muove verso sostenibilità e partecipazione, dall’altra parte la nuova costituzione italiana che piega tutela ambientale e democrazia a vecchie logiche che vorrebbero L’Italia come terra di conquista per cementificatori, speculatori finanziari, banchieri, petrolieri che, non a caso, sostengono compatti la “riforma”.

Noi votiamo NO:
Mao Valpiana, ecologista nonviolento; Susanna Morgante, medico, ambientalista, ex dirigente Ulss Verona; Giuseppe Campagnari, socio fondatore Legambiente Verona; Vincenzo Genovese, gruppo di lavoro rifiuti zero; Rinaldo Zivelonghi, circolo “fagiani nel mondo” Legambiente Verona; Lorenzo Albi, ambientalista, urbanista; Gianni Tamino, biologo; Raffaello Boni, Legambiente Baldo-Garda; Gianpaolo Butturini, gruppo di lavoro rifiuti zero; Sergio Lironi,architetto; Claudio Magagna, Legambiente Villafranca.

]]>
http://www.selveneto.it/le-ragioni-ecologiste-per-un-no-al-referendum-costituzionale/feed/ 0
“Centro donna” di Venezia. Lettera aperta alla Vicesindaco Luciana Colle http://www.selveneto.it/centro-donna-di-venezia-lettera-aperta-alla-vicesindaco-luciana-colle/ http://www.selveneto.it/centro-donna-di-venezia-lettera-aperta-alla-vicesindaco-luciana-colle/#comments Fri, 25 Nov 2016 12:01:52 +0000 SEL Veneto http://www.selveneto.it/?p=1744 Qualsiasi cittadina (o cittadino) di questa città abbia seguito, con un minimo d’attenzione, in queste ultime settimane, la vicenda del “Centro Donna”, circa la decisione assunta dalla Giunta comunale, con la delibera 276 dello scorso 27 settembre, non può non aver letto con costernazione il comunicato stampa dell’Amministrazione Comunale del 15/11/2016: “Centro donna: destituite di fondamento le notizie in merito alla chiusura”, dove si afferma che “l’ipotetica notizia della chiusura del Centro Donna da parte dell’Amministrazione comunale […] è falsa e si diffida chiunque dal veicolare notizie prive di fondamento”.

Mi rivolgo a Lei, Vicesindaco Colle, a Lei che ha la delega alla Cittadinanza della Donne, per chiedere se Le pare che questi siano i toni con cui rivolgersi alle donne di questa città che si sono mobilitate a difesa di un’istituzione, come il “Centro Donna”, che tanto ha significato per la vita democratica della nostra città e che è stato, per le donne un laboratorio di “cittadinanza attiva” e che di fatto, sin dalla sua nascita, si è caratterizzato come luogo-simbolo della battaglia delle donne, della loro emancipazione, della loro libertà.

Mi rivolgo a Lei per chiedere come si fa a non capire che la delibera di Giunta del 27 settembre snatura il servizio, smantellando la sua unicità: con la biblioteca di genere che passa al sistema bibliotecario comunale (divenendo una biblioteca tra le tante e perdendo ogni specificità) ed il Centro Antiviolenza che viene conglobato nel Referato alle Politiche sociali. Come si fa a non comprendere che il contrasto alla violenza di genere e, in primis, una battaglia culturale? Che il femminicidio non è altro che la punta dell’iceberg di una violenza sommersa e diffusa? Come si può non capire che separare il Centro Antiviolenza dalla stretta connessione con il “Centro Donna” significa non assumere, neppure sotto un profilo simbolico, quanto riconosciuto dalla Convenzione di Istanbul e cioè che “la violenza contro le donne è una manifestazione dei rapporti di forza storicamente diseguali fra i sessi, che ha determinato discriminazioni e impedito la piena emancipazione”?

E Lei, in primis, vicesindaco Colle, che ha la delega Cittadinanza delle donne, come fa ad accettare che il Centro Antiviolenza non sia di Sua competenza? Come fa a ritenere che le donne di questa città possono esercitare appieno i loro “diritti di cittadinanza”, quando Lei non ha neppure la delega per occuparsi della violenza di genere, che è uno dei fondamentali meccanismi sociali attraverso cui le donne si trovano in posizione subordinata e costituisce il principale ostacolo al raggiungimento della parità dei sessi e, di conseguenza, all’esercizio di una cittadinanza attiva?

Renata Mannise, Comitato Promotore
Sinistra Italiana Venezia

]]>
http://www.selveneto.it/centro-donna-di-venezia-lettera-aperta-alla-vicesindaco-luciana-colle/feed/ 0
“Stavolta No”, incontro a Nogara (VR) il 26 novembre http://www.selveneto.it/stavolta-no-incontro-a-nogara-vr-il-26-novembre/ http://www.selveneto.it/stavolta-no-incontro-a-nogara-vr-il-26-novembre/#comments Wed, 23 Nov 2016 20:44:20 +0000 SEL Veneto http://www.selveneto.it/?p=1738 In vista del Referendum Costituzionale del 04 dicembre 2016, SEL – Sinistra Italiana organizza a Nogara (Verona) sabato 26 novembre alle ore 17.30, presso la Sala civica “L. Ciresa” – Via Sterzi, l’incontro-dibattito pubblico:
“Le molte ragioni per votare ‘No’ al Referendum Costituzionale di domenica 4 dicembre 2016″.

Parteciperà all’iniziativa il senatore Sen. Peppe De Cristofaro -  vicepresidente 3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione)

Sinistra Ecologia Libertà – Sinistra Italiana

 

]]>
http://www.selveneto.it/stavolta-no-incontro-a-nogara-vr-il-26-novembre/feed/ 0
Verona. Necessarie iniziative per tutelare salute e ambiente http://www.selveneto.it/verona-necessarie-iniziative-per-tutelare-salute-e-ambiente/ http://www.selveneto.it/verona-necessarie-iniziative-per-tutelare-salute-e-ambiente/#comments Sun, 20 Nov 2016 08:12:09 +0000 SEL Veneto http://www.selveneto.it/?p=1733 Interrogazione

“Quali urgenti e straordinarie iniziative per tutelare la salute e l’ambiente a Verona?”

Il sottoscritto consigliere comunale, venuto a conoscenza del rapporto realizzato da Legambiente con l’Istituto di ricerca Ambiente Italia e il Sole 24 Ore, interroga il sindaco e la giunta per sapere quali urgenti e straordinarie iniziative intendano prendere, anche in accordo con aziende ed istituzioni preposte, per:

  • ridurre l’incidentalità stradale (passata a Verona, nel 2015, da 1,95 a 6,75 vittime ogni 100 mila abitanti, compresi i feriti);
  • contenere l’ aumento di ozono quadruplicato lo scorso anno, riducendo ancora di più le emissioni di polveri sottili;
  • incrementare in modo rilevante la raccolta differenziata scesa,incredibilmente, al 49% ( era arrivata al 52%, ben distante dal primo obiettivo del 65%);
  • arrestare o diminuire sensibilmente le perdite d’acqua dalla rete idrica arrivate al 35,8%;
  • aumentare l’efficienza degli impianti di depurazione scesi in modo preoccupante al 84%.

Il sottoscritto consigliere comunale ribadisce la necessità di scelte urgenti e necessarie per ridurre il traffico veicolare privato, sviluppando una rete efficiente di trasporto pubblico, realizzando una rete vasta di piste ciclabili interconnesse e protette, pedonalizzando la ZTL esistente e molte altre parti della città, nei quartieri, nei borghi e nelle frazioni. Così è possibile ridurre incidenti stradali, emissioni di polveri e ridurre l’ozono.

C’è una emergenza veronese e una drammatica situazione mondiale relativa ai cambiamenti climatici per cui ciascuno deve dare il suo concreto e fattivo contributo urgentemente. Per quanto riguarda i rifiuti da anni sono evidenti i rimedi per sostituire inceneritori, discariche, e ridurre drasticamente i costi della raccolta e dello smaltimento incrementando la raccolta differenziata porta a porta e con il riciclo e il riuso, per raggiungere il realistico obiettivo “rifiuti zero”.

A quando la realizzazione delle azioni concordate nel” Patto dei sindaci” per la riduzione delle emissioni?

Mauro De Robertis
gruppo consiliare Sinistra Ecologa Libertà – S.I.
Verona

]]>
http://www.selveneto.it/verona-necessarie-iniziative-per-tutelare-salute-e-ambiente/feed/ 0
Verona, 17 novembre. “Le ragioni del NO alla rottamazione della Costituzione” http://www.selveneto.it/verona-17-novembre-le-ragioni-del-no-alla-rottamazione-della-costituzione/ http://www.selveneto.it/verona-17-novembre-le-ragioni-del-no-alla-rottamazione-della-costituzione/#comments Wed, 16 Nov 2016 19:51:13 +0000 SEL Veneto http://www.selveneto.it/?p=1728 Prosegue la collaborazione del Coordinamento Veronese Democrazia Costituzionale – composto da organizzazioni sociali, esponenti di vari soggetti politici e cittadini/e – con i diversi soggetti della società organizzata che condividono la comune battaglia nella campagna referendaria a favore dell’affermazione delle ragioni del NO il prossimo 4 dicembre.

In questa occasione, la collaborazione si realizza tra il Coordinamento e Sinistra Italiana. Giovedì 17 novembre c.a. alle ore 20.45 presso la sala consiliare della Circoscrizione 1^ (Piazza Mura Gallieno, 3 – dietro l’Arena di Verona), dialogheranno la Senatrice di Sinistra Italiana Loredana De Petris e il Prof. Maurizio Pedrazza Gorlero dell’Università di Verona. Il Prof. Pedrazza Gorlero in particolare si soffermerà sulle numerose e profonde criticità della revisione della Costituzione voluta da Maria Elena Boschi e da Renzi. La modifica della carta costituzionale ha infatti accomunato i più importanti esperti e studiosi a livello nazionale (tra cui il Prof. Pedrazza Gorlero) nonché alcuni ex Presidenti della Corte Costituzionale che lo scorso aprile hanno insieme presentato un manifesto da essi sottoscritto in cui esprimono preoccupazione e il loro orientamento contrario nei riguardi di tale riforma soprattutto in ordine ad alcuni aspetti, tra cui:

  • la riforma – ascritta ad una iniziativa del Governo (cosiddetta “riforma Renzi-Boschi”) – si presenta come risultato raggiunto da una parte (peraltro variabile e ondeggiante) anziché come frutto di un consenso ampio maturato fra le forze politiche, così come una riforma della carta richiederebbe;
  • si moltiplicano, anziché semplificarsi, i procedimenti legislativi di formazione delle leggi;
  • l’assetto regionale della Repubblica uscirebbe da questa riforma fortemente indebolito attraverso un riparto di competenze che alle Regioni toglierebbe quasi ogni spazio di competenza legislativa, facendone organismi privi di reale autonomia, e senza garantire adeguatamente i loro poteri e le loro responsabilità anche sul piano finanziario e fiscale (mentre si lascia intatto l’ordinamento delle sole Regioni speciali e di conseguenza i loro privilegi).

All’incontro giovedì 17 novembre porteranno il loro contributo anche Maria Pia Mazzasette (Segretaria CGIL di Verona), Mao Valpiana (Presidente Nazionale del Movimento Nonviolento). Sarà inoltre presente Tiziano Gazzi (Presidente di ANPI Verona).

Sinistra Italiana Verona
Coordinamento Veronese Democrazia Costituzionale

costituzione17-11-2016

]]>
http://www.selveneto.it/verona-17-novembre-le-ragioni-del-no-alla-rottamazione-della-costituzione/feed/ 0