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November 23, 2017

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Arena. Renzi e Tosi ritardano interventi urgenti

sipario-teatro

Fondazione Arena. È emergenza per la lirica e la città, ma i giochi tra Renzi e Tosi ritardano tutto.

Chi conosce le tappe della incredibile crisi del teatro lirico dell’Arena sa che dal 2005 la sinistra politica veronese aveva cominciato a denunciare i pericoli incombenti, senza fare distinzioni tra la giunta comunale Zanotto (centro-sinistra) e quella successiva di Tosi.

Oggi – che il teatro agonizza – si può constatare la differenza di atteggiamento del governo Renzi e del sindaco di Verona i quali sono preoccupati delle proprie sorti esclusive. Renzi e Tosi – cinguettando tra di loro in vista del referendum costituzionale e delle elezioni amministrative dell’anno prossimo – ritardano tutti gli interventi urgenti per salvare la lirica, in attesa di sistemare i loro destini personali.

Dopo avere votato insieme tutti gli atti più importanti e odiosi in consiglio di indirizzo, ora assistono inerti e dubbiosi alla fine del commissariamento di Fuortes, avvenuta il 15 ottobre scorso e ieri prorogata in modo indeterminato.

Il ministro Franceschini ripete ossessivamente che “ognuno deve fare la sua parte”, ma sinora gli unici a subire le conseguenze di un disastro non provocato da loro sono i lavoratori della Fondazione, artistici, tecnici e amministrativi, i quali per tre anni 2016-2019 rinunceranno a 12 milioni di euro per stipendi e ratei su tredicesime e quattordicesime.

La Camera di Commercio quest’anno non ha ancora versato il proprio contributo, il Comune nel 2014 non ha versato una lira, nel 2015 e 2016 contributi risibili e da 10-15 anni non versa quanto gli spetta per l’allestimento estivo di strutture del festival areniano (circa 950.000 euro ogni anno),come dettato dall’articolo 23 della legge 800. Sarebbero questi i teorici del Fare?

Nel frattempo si continuano a sperperare denari per il sistema “Arena extra – Amo” e si pagano stipendi esagerati alla dirigenza (vero signora Tartarotti?).

Si deve operare subito con energia in tre direzioni:

  1. Estendere il commissariamento della Fondazione sino alle nuove elezioni amministrative con una scelta esterna alla città, per impedire che i soliti noti – responsabili del disfacimento del teatro – possano tornare in sella a fare nuovi disastri.
  2. Sostituire le attuali figure dirigenziali con alcune nuove, capaci e autonome nei settori strategici del Teatro per avviare un rilancio almeno di carattere tecnico e artistico.
  3. Applicare a “Fondazione Arena” immediatamente la legge Bray, per permetterle di usufruire di facilitazioni bancarie e operare in vista delle prossime scadenze.

Dino Facchini, coordinatore regionale Sinistra Ecologia Libertà Veneto – S.I.
Antonio Ramella, coordinamento provinciale Sinistra Italiana Verona

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